Gran Tour Green, a Milano una grande retrospettiva sull’opera dell’incisore Federica Galli

Gran Tour Green, a Milano una grande retrospettiva sull’opera dell’incisore Federica Galli

Federica Galli al Torchio (anni ’90)
Courtesy of Fondazione Federica Galli

Federica Galli nasce a Soresina in provincia di Cremona e segue la sua passione per l’arte iscrivendosi prima al Liceo Artistico e poi all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano; per approfondire la sua conoscenza della storia dell’arte viaggia molto in Italia e all’estero e trasporterà i ricordi di queste esperienze nelle sue opere. Affascinata dalle incisioni di Durer , Brughel e Rembrandt abbandonerà ben presto la tecnica pittorica per dedicarsi esclusivamente all’acquaforte.
I suoi temi preferiti sono i paesaggi sia quelli naturali che antropici Molte sue opere sono ispirate alla campagna lombarda in cui è nata, ma Federica Galli ha dedicato molte incisioni a Venezia e Milano, città che le sono particolarmente care e delle quali ha colto gli aspetti più romantici.
Milano ha voluto dedicarle una mostra: FEDERICA GALLI Green Gran Tour, a Palazzo Morando fino al 27 giugno 2021. Promossa dal Comune di Milano Cultura e realizzata da Palazzo Morando in collaborazione con la Fondazione Federica Galli, che tutela l’archivio dell’artista, la mostra è curata da Lorenza Salamon con l’attiva partecipazione di Mauro Broggi, Andrea Dusio, Stefano Fera, Tiziano Fratus, Cristina Muccioli e Stefano Zuffi, che hanno approfondito i numerosi aspetti espressi dallo sguardo dell’artista.
la mostra vuole fornire un’immagine di Federica sia pubblica che privata; infatti nella prima sala troviamo materiale che ci fa comprendere quali siano stati i molteplici avvenimenti che hanno accompagnato la sua vita: dal matrimonio con Giovanni Raimondi capo redattore del Corriere della Sera agli incontri con artisti, poeti e personalità di spicco della sua epoca con i quali ha intessuto relazioni di altissimo respiro. Emozionante un ritratto dell’artista scolpito da Ernesto Ornati.

Cascina Mora (1979)
Courtesy of Fondazione Federica Galli

Federica Galli in studio (1966)
Courtesy of Fondazione Federica Galli

Il tema di apertura della mostra è rappresentato dalle Cascine Lombarde, argomento molto caro a Federica che, nativa di Soresina, ne aveva una conoscenza diretta ed approfondita; le prime rappresentazioni sono infatti quelle del suo ambito familiare per poi arrivare a rappresentare quelle di tutta la Pianura Padana. Il suo sguardo di artista si è soffermato non solo sui particolari architettonici degli edifici rurali ma ha saputo cogliere il senso del contesto agricolo che accompagna ogni costruzione rurale dandoci testimonianza di innumerevoli luoghi, oggi scomparsi, e che sopravvivono nel ricordo grazie alla sua opera.
La mostra prosegue col tema della Pianura Padana dove la natura fa da padrone, sono ripresi tutti i temi dalle rogge al sottobosco ai filari ai laghetti e le immagini sono così nitide da indurci quasi a sentire gli odori di questi ambiti naturali.
Si prosegue con gli alberi, tema molto caro all’autrice tanto da essere soprannominata “la Signora degli Alberi”. Le sue rappresentazioni sono importanti non solo perché rappresentano un censimento dei soggetti presenti in tutte le regioni di Italia ma perché l’artista ne ha saputo cogliere, oltre agli aspetti botanici, anche gli aspetti estetici e leggendari.

Di seguito, altre due sezioni dedicate alle città che sono state particolarmente care all’autrice: Milano e Venezia. Per Milano lo sguardo si dilunga nel tempo, dalle rappresentazioni della città distrutta dai bombardamenti alle fasi della rinascita e dell’operosità dei milanesi negli scavi per la metropolitana, la riqualificazione del quartiere della Bovisa, la modernizzazione dello stadio di San Siro e la rappresentazione di tante chiese monumentali della città.
Le vedute di Venezia concludono il percorso della mostra; le acqueforti rappresentano scorci famosi ed altri inediti delle mille prospettive che la città lagunare è in grado di offrire a chi sa osservarla con amore, e lei lo ha saputo fare trasportando nelle sue vedute deserte il calore umano.
Mostra decisamente da vedere in quanto sufficientemente esaustiva per la comprensione di Federica Galli artista di grande rilievo per l’incisione e che ha precorso i tempi sia per la tecnica adottata che per le dimensione e le inquadrature delle sue opere.
L’opera completa dell’artista è stata documentata in numerose pubblicazioni dedicate e in innumerevoli articoli di critici italiani e stranieri.

La Fondazione Federica Galli

 

Federica Galli ha lasciato la propria eredità a una fondazione testamentaria, che ha sede nello storico Palazzo Cicogna a Milano, dove vengono conservate e tutelate le opere, l’archivio e la memoria della sua fondatrice. Tra le numerose attività promosse e coordinate dalla Fondazione, la divulgazione della conoscenza del ruolo dell’incisione, della grafica e del multiplo nella cultura occidentale moderna e le iniziative didattiche sostenute per intero dalla vendita delle stampe originali, lasciate da Federica Galli a questo scopo.
La Fondazione si occupa, inoltre, della divulgazione dell’arte della Galli attraverso l’organizzazione di mostre, volumi e convegni, grazie anche al materiale lasciato dall’artista.
Il catalogo della mostra è edito dalla Fondazione.

www.federicagalli.it

PALAZZO MORANDO – COSTUME MODA IMMAGINE
via Sant’Andrea 6 – Milano, Lombardia

Dal 27/04/2021 al 27/06/2021
Ingresso libero

Foto in evidenza di Berengo Guardin.

Lo Spazio Teatro 89 di Milano ringrazia medici e infermieri “A cuore aperto”

Lo Spazio Teatro 89 di Milano ringrazia medici e infermieri “A cuore aperto”

Sarà un pubblico del tutto speciale quello che, mercoledì 2 giugno alle 17.00, affollerà la platea dello Spazio Teatro 89 di Milano per il récital “A cuore aperto”: tre secoli di brani d’opera italiana. Organizzato dallo stesso teatro, lo spettacolo è infatti riservato esclusivamente ai medici, agli infermieri e a tutti i lavoratori degli Ospedali San Carlo e San Paolo, in segno di ringraziamento per la straordinaria dedizione e la grande professionalità profuse in oltre un anno di impegno nei reparti Covid e in tutte le aree ospedaliere coinvolte. Una dedica che ritroviamo anche nel titolo dell’evento, “A cuore aperto”, un gioco di parole ben riuscito che attinge contemporaneamente al lessico della medicina e a quello dei sentimenti. Con un percorso musicale che dall’opera buffa settecentesca, rappresentata dalla Serva Padrona di Giovanni Battista Pergolesi, arriverà fino al primo Novecento di Puccini e Cilea, il soprano Aurora Tirotta, il mezzosoprano Külli Tomingas, il baritono Raffaele Facciolà e il pianista Luca Schieppati (quest’ultimo protagonista anche di brevi guide all’ascolto prima di ogni brano), si esibiranno in un’antologia di brani d’opera, programma ideale per celebrare nel giorno della Festa della Repubblica l’identità nazionale italiana formatasi anche grazie alle melodie immortali e ai libretti di Verdi, Rossini, Donizetti, Cilea e degli altri grandi autori del melodramma ottocentesco.

Il baritono Raffaele Facciolà

Il soprano Aurora Tirotta

In questo lunghissimo anno di lockdown e di bollettini, di dolore ma anche di speranza, alcune categorie di lavoratori sono state particolarmente sotto pressione, come appunto gli operatori sanitari, mentre altri hanno vissuto nel più completo silenzio, per non dire oblio: parliamo degli artisti, dei lavoratori dello spettacolo, dei cinema e… dei teatri. E assume quindi un significato ancora più speciale, dimostrando il grande cuore di Milano, l’impegno dello Spazio Teatro 89 nell’accogliere e organizzare questo evento.

Federico Ugliano, direttore dello Spazio Teatro 89, commenta «Tra le tante titubanze per una riapertura dei nostri spazi che sembra, a conti fatti, più facile in teoria e meno in pratica, ci è venuta in mente una cosa molto semplice. Che sarebbe bello, intanto, ringraziare. In tanti, in troppi, noi inclusi, ci siamo lamentati per quello che è successo, per le sfortune e le miserie. Ma, riflettendo a freddo, credo che la categoria che abbia sofferto di più, a ben pensarci, sia stata quella dei sanitari. Il loro è stato un tributo di fatica, turni, sudore, emozioni, segni di mascherina, infezioni e, talvolta, morte. Ma, a differenza di tanti, di troppi, i sanitari sono quelli che si sono lamentati di meno in quest’anno e mezzo di delirio. Quindi, con il nostro amico Luca Schieppati abbiamo deciso di regalar loro questo attimo di pausa e, speriamo, di bellezza. Un concerto a porte chiuse per pochi di loro, ahimè, ma che speriamo sapranno godersi. Abbiamo pensato e scelto il 2 giugno un po’ come data simbolo: è la Festa della nostra Repubblica, del nostro Paese, che va aiutato a rinascere e a ripensarsi, dalle basi, come la sanità e la musica».

Esprime riconoscenza Matteo Stocco, il direttore generale dell’ASST Santi Paolo e Carlo: «Un dono, quello di un concerto a noi dedicato, che accogliamo con emozione e gratitudine e di questo ringraziamo lo Spazio Teatro 89. Sono stati mesi estremamente faticosi, sia per il fisico sia per la psiche, che nessuno potrà dimenticare, tanto meno tutti gli operatori sanitari impegnati in questa emergenza. In molte occasioni la musica è stata una compagnia che ha alleviato tensioni e fatica in corsia, che ha strappato sorrisi a pazienti e operatori, contribuendo a ritrovare l’indispensabile energia».

Külli Tomingas (mezzosoprano) e Luca Schieppati (pianista)

Dove: Spazio Teatro 89, via Fratelli Zoia 89, 20153 Milano
Quando: Mercoledì 2 giugno, ore 17.

“A cuore aperto”, passioni e riflessioni in tre secoli di brani d’opera italiana

Interpreti: Aurora Tirotta (soprano); Külli Tomingas (mezzosoprano); Raffaele Facciolà (baritono), Luca Schieppati (pianista e narratore).

Il programma:

Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736): “Lo conosco a quegli occhietti”, Duetto da “La serva padrona”;
Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791): “Ah guarda sorella”, Duetto dal “Così fan tutte”; “Donne mie, la fate a tanti!”, Aria dal “Così fan tutte”; “Soave sia il vento”, Terzetto dal “Così fan tutte”;
Gioacchino Rossini (1792-1868): “Dunque io son”, Duetto dal “Barbiere di Siviglia”;
Gaetano Donizetti (1797-1848): “Udite, udite, o rustici!”, Aria dall’“Elisir d’amore”; “Io son ricco, tu sei bella”, Duetto dall’“Elisir d’amore”;
Omaggio a Dante Alighieri nel 700° anniversario: “Era già l’ora che volge il disìo”, Melodia di Robert Schumann (1810-1856) adattata da Arrigo Boito (1842-1918) ai versi di Dante;
Francesco Cilea (1866-1850): “Io son l’umile ancella”, Aria da “Adriana Lecouvreur”;
Giuseppe Verdi (1813-1901): “O don fatale”, Aria dal “Don Carlo”;
Giuseppe Verdi (1813-1901)/Franz Liszt (1811-1886): Parafrasi dal “Rigoletto”;
Giacomo Puccini (1858-1924): “Donde lieta uscì”, Aria dalla “Bohème”;
Mina: “E se domani”.

Gioachino Rossini

Gaetano Donizetti

Il cortile scolastico, una grande risorsa

Il cortile scolastico, una grande risorsa

I nuovi stili di vita hanno profondamente modificato la nostra esistenza. Noi stessi siamo fortemente condizionati dai nuovi media digitali, sempre più invasivi e totalizzanti, e ancora lo sono stati i nostri figli e i loro figli (… gli anni passano). Un fiume in piena di notizie (vere o false), paure e preoccupazioni indotte, portano i genitori di oggi a vigilare costantemente sui loro figli, negandogli così tutta una serie di esperienze fondamentali per la loro crescita: primo fra tutti l’autonomia, poi le relazioni e l’auto-regolazione, tutte cose che contraddistinguono il gioco libero. Le vie e le piazze delle nostre città si sono così svuotate di bambini: non se ne vedono più, non solo giocare, ma neanche camminare, da soli o con altri amici per strada…  Come se la città non fosse un posto per loro! In questa realtà, se consideriamo che l’architettura è essenzialmente la manipolazione dello spazio per soddisfare specifiche esigenze, proprio in considerazione delle effettive necessità dei bambini, è fondamentale che non solo i cortili delle scuole dell’infanzia, ma anche e soprattutto quelli delle scuole primarie, vengano ripensati e diventino veramente delle grandi aule per il gioco all’aperto, individuale, parallelo e collettivo.Per il gioco, come per lo sport, spazio e tempo sono fattori importanti e necessari ma, mentre le discipline sportive si insegnano, i giochi si praticano e si apprendono informalmente: non si va a lezione di gioco. Per i bambini, di qualsiasi età, c’è solo il bisogno di tempo e di spazio per incontrarsi, per ritrovarsi insieme e il gioco nasce spontaneo.

Morra saltata con stemma

Per le discipline sportive oggi si investono tante energie, risorse e grandi aree che spesso vengono usate saltuariamente, su appuntamento, per fasce d’età separate e prevalentemente monosessuali. Per i cortili delle scuole, indispensabili per la pratica di attività formative, invece, non ci sono risorse adeguate. Eppure, per valorizzare, rigenerare e vitalizzare gli spazi di pertinenza delle scuole, spesso basterebbero interventi semplici e poco costosi.

I cortili scolastici, opportunamente articolati in diversi ambiti e permeabili tra loro, possono diventare una grande risorsa per sperimentare, imparare e crescere e dove poter anche svolgere tutte quelle attività altrimenti impraticabili altrove: recuperare, scoprire e tramandare modalità di gioco della tradizione popolare. Questi sono per UNESCO un bene immateriale da salvaguardare, che sviluppano e incentivano valenze di socialità e di autoregolazione indispensabili per la crescita dei giovani cittadini. Avere dei limiti aiuta i bambini ad allenare la negoziazione e la capacità di attendere, di rinunciare e di mediare. Rispettare le regole gli aiuta a comprendere che, al di fuori di loro, c’è una realtà che esiste e che va considerata.

Scuola primaria di Chivasso

Per i bambini, di qualsiasi età, c’è solo il bisogno di tempo e di spazio per incontrarsi, per ritrovarsi insieme… e il gioco nasce spontaneo.
Per approfondimenti: www.ludendo.it

Urbanità, il buon gusto e lo spirito naturali privi di eccessi dell’uomo

Urbanità, il buon gusto e lo spirito naturali privi di eccessi dell’uomo

Metafisica a Orvieto, installazione di Animum Ludendo Coles

Urbanitas, letteralmente “urbanità”. Andrebbe intesa in riferimento allo stile di vita del cittadino, in opposizione a quello della vita rurale. In senso lato, urbanitas indica tutto ciò che caratterizza la città contemporanea ma attingendo dalla tradizione del passato. Facciamo un esempio. Nei nostri ricordi d’infanzia, ci sono spazi aperti in cui correre, rincorrersi, giocare a palla, trovare luoghi appartati dove scambiarsi confidenze o semplicemente ripararsi dal sole per fare merenda. Pensare agli spazi pubblici come luoghi magici dove trovarsi e ri-trovarsi. Arredare spazi aperti per il gioco, la socializzazione, lo scambio relazionale tra generazioni dove l’una apprende dall’altra messaggi mai letti.  Oggi, nel progettare è indispensabile pensare alla sostenibilità e alla durabilità dei progetti stessi. I manufatti messi in opera devono avere queste caratteristiche e quindi, spesso, la scelta del materiale lapideo si conferma la scelta migliore non solo per la sua durata nel tempo ma anche per la successiva manutenzione che risulta veramente minima. La pietra è il materiale più duraturo ed impiegato da millenni: sono in pietra le tombe dei faraoni, i templi greci e romani, le fortezze medievali e i palazzi rinascimentali, manufatti in cui la funzionalità è affiancata alla fantasia che si esprime non solo nelle arditezze strutturali ma anche nella ricerca del bello con l’impiego di decori e bassorilievi. Qualcosa del genere è richiamato nel concetto di genius loci, che l’architetto norvegese Norberg-Schulz descriveva come l’insieme dei significati radunati in un determinato luogo. Si tratta, più in generale, di quella simbologia e quella cultura che è incarnata dal posto in cui abitiamo e che rende questo davvero vivo. Tali valori sono poi trasmessi alle future generazioni nella maniera più semplice: frequentando e vivendo tali spazi. Ecco perché solo educando al bello sin dall’infanzia potremo avere la certezza che queste sapranno fare le loro scelte, non solo in base alla convenienza, ma anche in virtù dell’estetica e del confort per lo spirito.

Tempio della Concordia ad Agrigento

Per approfondimenti: www.urbanitasonline.com